sabato 10 febbraio 2018

Enuresi e dialisi
Il G.G. Allin della Brianza in versione fighetta

Enuresi e dialisi - Il G.G. Allin della Brianza in versione fighetta
Ieri sera avrò passato tre ore a sistemare cazzi e mazzi di questo blog, tre ore e anche di più e ce n'è ancora da fare solo prima del lancio.

Mi sono accorto del fatto che per quelle tre ore non ho avuto il benché minimo stimolo a pisciare - cosa più unica che rara, visti i disturbi dissociativi che mi hanno regalato l'enuresi (ormai compiamo quasi un anno insieme, che belloooo :D !!!).

Vescica neurologica, si chiama.
In concreto, pisci senza apparente motivo, senza controllo, indipendentemente dai posti in cui ti trovi.
In concreto, la maggior parte delle volte, ti pisci addosso.

Immàginati come quando hai il raffreddore e continui a starnutire e lo fai senza controllo: non è che puoi dirti "riesco a tenere lo starnuto ancora per 5 minuti, dai!". NO.
"Ecciù!".
TI SEI PISCIATO ADDOSSO.

Ecco, a me è arrivato a capitare fino a una cinquantina di volte in un giorno.
Lascio immaginare la sensazione di pugni nelle ovaie che non ho o, ancora, quella di vomito o, ancora quella di entrambi insieme. [O quella di avere quasi sempre un sondino infilato nello sbocco dell'uretra, anche nei rari giorni in cui non si hanno episodi di enuresi. Lo dico avendo provato anche quella giostra.]

Ieri sera sembrava di stare in un altro mondo, invece.

Alzandomi dalla sedia per andare a letto, ho capito una cosa: che la creatività, per me, è come la dialisi.

Realizzo giusto ora (vedi link qui sopra) che, fra l'altro, enuresi ed emodialisi riguardano, alla fine, lo stesso apparato: astuzie della ragione, isomorfismo mente-macchina o presa per il culo esistenziale?
"Mah!"

Il titolo del post, invece, è stato concepito stanotte, alzandomi dalla sedia per andare a letto.

Ma passiamo ad altro.

Spesso mi è capitato, nel corso della vita, di temere di non riuscire più a scrivere perché magari stavo troppo bene per scrivere (ahahahah) e allora non sarei più riuscito a scrivere, spezialmente ora che sono disoccupato e mi attendo di far gran soldi con gli introiti pubblicitari di questo blog (fatemi backlink e ve lo faccio anch'io, un po' come se fosse l'emoscambio!).

Bene.

La stessa cosa è successa fra ieri sera e oggi.

Sette ore di sonno (tantissime, per me) e, durante una lezione di inglese mattutina, mi parte l'enuresi con un dolore che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi.

Ormai non me ne frega più neanche un cazzo per me: mi chiedo se gli altri sentano puzza anche se c'ho il patello (voce idiolettica della Brianza e della Lombardia per indicare il pannolino), spero che la violenza e la quantità del getto o la posizione del pene ("no, no, il cazzo") non mi facciano allagare le mutande o i calzoni oltre al patello, spero di riuscire ad arrivare al cesso in tempo senza ridipingere di giallo il water o il pavimento (anche a seconda del fatto che il sedile sia alzato o abbassato).

Non me ne frega più veramente un cazzo. Il G.G. Allin della Brianza in versione fighetta (da qui la seconda parte del titolo). Sì, perché se fossi veramente come G.G. Allin, dovrei pisciarmi addosso o tirare fuori il cazzo e pisciare ovunque mi trovi - anche perché, in fondo, un po' è colpa vostra. Ahahahaha.

E niente.

Pensavo che quello della lezione di stamattina fosse un episodio isolato ("isolato"... 3-5 volte in mezz'ora...) ma stasera la cosa si è ripetuta per altre 7-10 volte.

"Hello, enuresis, my old friend,
you've come to talk with me again..."

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