lunedì 26 febbraio 2018

Un orizzonte che collassa su se stesso II
Back into the ridiculous

 Mio ritocco dall'immagine presente nella pagina al link presente QUI. "An artist's drawing a black hole named Cygnus X-1. It formed when a large star caved in. This black hole pulls matter from the blue star beside it. - Image: M.Weiss/NASA/CXC"
Ieri stavo così da schifo che non sono riuscito neanche ad andare a scuola di massaggio. Tutto pronto dalla sera prima, naturalmente: sveglie puntate, colazione pronta e forzata, maglietta della scuola forzata per via della foto di gruppo... Niente, niente da fare. Giramenti di testa a manetta, incapacità di reggersi in piedi o di trovare le forze, mal di pancia... Una bella serie di giostre, insomma!

La sensazione continua di sentirmi preso a botte, come al solito, come ormai capita da settimane praticamente ogni giorno. 

Mi rimetto a letto puntando la sveglia per le 13:00 ma tanto mi sveglio comunque da solo alle 11:59, oltre ad una serie di altre volte nel frattempo, in condizioni penosamente simili a quelle della mattina.

Non sarei riuscito ad andare a scuola neanche nel pomeriggio, specie considerando che c'era una sessione di massaggio pratico e che, se mi avessero fatto il massaggio, avrei rischiato di produrre una simpatica fontanella anale marrone.

Sono riuscito a cercare di alzarmi più o meno alle quattro e un quarto, con addosso la sensazione di aver fatto chilometri e chilometri di corsa solo per raggiungere il cesso. La sensazione che uno ha tipo quando ha la febbre a 39 e mezzo.
E, invece, no.
36,2.

Trovavo stranamente e perversamente consolante la sensazione dell'essere stato a casa per via di qualcosa di esogeno rispetto a me, non a qualcosa legato al fatto che io abbia una testa di merda. Consolante e confortante.

Di forza uguale e contraria, invece, è stata la reazione di avvelenamento che si è propagata nella mia mente quando ho visto prima cosa che non avevo la febbre, iniziando a sentirmi in colpa, come se ormai la situazione non fosse praticamente al di fuori del mio controllo per il 75% del tempo.

Peggio ancora quando ho visto arrivare i messaggi da una libera professionista alla quale faccio consulenza di comunicazione. Sì, anche la domenica.
Il fatto è che i soldi mi servono e che la coperta è talmente corta che è come se io stessi cercando di infilarmi un calzino di pile a mo' di sacco a pelo.
E non ci sono "Sì, ma puoi dire di no" che tengano. Frasi del genere sono totalmente incomprensibili per una persona affetta da disturbo ossessivo-compulsivo.
Il fatto stesso che la frase venga letta o percepita o che il concetto passi in qualche modo per la testa della persona affetta da disturbo ossessivo-compulsivo scatena una serie di meccanismi, anche a livello neurochimico, che fanno perdere il controllo a livello più o meno pesante - e la vita di un ossessivo-compulsivo si basa per grandissima parte proprio sul mantenere il controllo su ogni singolo aspetto della sua vita.

Sentirsi proporre esternamente dei rimedi è come quando leggi o senti al telegiornale che si spera nel cambiamento del meteo in una determinata zona per liberarla dalle polveri inquinanti. Ridicolo, no?


E, in tutto questo, ogni volta, i tempi di recupero si allungano ulteriormente. 

Devi rimettere insieme le energie per stare insieme con lo sputo, devi recuperare quello che gli altri hanno fatto mentre tu eri a letto come una merda tutto il giorno (perché la vita mica si ferma ad aspettarti), intanto devi combattere con la negatività che si accumula dentro di te tipo veleno nero per via delle nuove cose da fare e per via del riaffacciarti al mondo, il tutto per continuare a campare malamente sempre nella stessa condizione, senza via d'uscita.

Il suicidio sembra veramente l'ipotesi paradossalmente più ragionevole. Paradossalmente, lo dico in maniera estremamente fredda, estremamente razionale, chirurgica.


E, ancora una volta, frasi come "Devi trovarti un'ora al giorno per fare ciò che ti piace” suonano come una contraddizione in termini e come una presa per il culo.
Una presa per il culo perché trasformano ciò che dovrebbe essere un piacere in un dovere.
Una presa per il culo perché non riesci più neanche a stare dietro a quello che dovresti fare, date le energie che sono sempre più poche.
L'unica cosa che si può concedere di fronte a frasi del genere è che chi ti parla, molto probabilmente, non sa che neanche tu stesso sai più che cosa ti piace fare. 

E, comunque, nel caso, non avresti il tempo, la voglia e la forza per farlo.

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