domenica 27 maggio 2018

Circa tre ore e mezza di serenità

Mezzo secchio di sassi ed erbacce come risultato di circa tre ore di zappettamento nell'orto dei miei.

Ebbene sì.

Come sono sincero ("sei spudoratamente sincero", come disse qualcuno) nel descrivere quanto sto male, questa volta sono spudoratamente sincero nel descrivere le circa tre ore e mezza di serenità che ho provato oggi.

Sono salito da Monza in alta Brianza verso l'una, ho fatto spesa all'U2 di Arosio dove mi sono pisciato addosso un 2/3 volte perché avevo sbagliato a suddividere la spesa in lotti per partecipare a un concorso a premi (sì, devo badare anche a 'ste 'stronzate, con tutti i mesi in rosso) e poi sono andato a casa dei miei, che non c'erano.

Ho messo in frigo il fresco, mi sono dato una lavata alla faccia e alle lenti degli occhiali, mi sono fatto un bicchiere metà di limoncello fatto in casa (45/50 gradi) e metà di acqua frizzante e ho girato un videomessaggio per una richiesta di lettera di referenze.

Il video è venuto bene al primo colpo, ho dimenticato un paio di parole ma, non avendo scritto un copione e avendo improvvisato tutto e ispirato esclusivamente da Bacco e da Talia, sono stato soddisfatto. 
Domani taglio inizio e fine e ci metto le dissolvenze in apertura e in chiusura e lo mando. Bella lì.

Poi mi sono messo la maglietta con le maniche tagliate via che indosso in questa foto, risalente al 31 luglio 2016, prima che tutta la merda avesse inizio (noterete, infatti, che non avevo le cazzo di occhiaie che ho ora e che gli occhi non imploravano morte come adesso).

31 luglio 2016, prima che iniziasse tutta la merda: un mio autoscatto che mi ritrae con la maglietta giallo fluorescenze della corsa benefica "Wings for Life", cui avevo poi tagliato le maniche da vero punx (letto proprio "punx"). La foto mostra degli occhi stranamente privi di occhiaie imploranti morte.


Pantaloncini grigio chiaro mélange di pura marca ABC, scarpe nere, grigie e arancione fluo di marca Kalenji, bottiglia di Beck's da 66 (metà scolata prima di iniziare i lavori), cappellino degli Charlotte Hornets dei tempi delle medie in testa e via andare!

Dritto nell'orto dei miei a zappettare a macchinetta, zappettando con la mano destra e subito buttando sassi ed erbe infestanti con la sinistra in un secchio che ho riempito per metà.

Sole a picco, temperatura di circa 30°, pause inondandomi faccia, nuca e braccia d'acqua gelata, fumatine di sigaretta elettronica al gusto lemon cola sul dondolo per distendere le gambe informicolate e poi RIPRENDERE A MACINARE!

Merenda con un pacchetto di grissini (a pranzo non avevo mangiato) finito dopo una bella doccia purificatrice, coma sul divano per mezz'ora in condizioni prossime al mancamento.

Non so i miei quante volte mi abbiano dovuto chiamare per dirmi che c'era la pizza in tavola. Già la sola parola "pizza" mi avrebbe dovuto far balzare e, invece, ero MORTO.

Ho dovuto mangiare la pizza poco per volta, anziché sbranarla come al solito, per paura di vomitarla ma, alla fine, mi sono ripreso alla grandissima ed eccomi qua a scrivere alle 2:40 di notte, senza un accenno di sonno.

Per quelle tre ore e mezza circa posso dire di essere stato SERENO.

SERENO.

Poi, certo, in serata mi sono venuti gli attacchi d'ansia e mi vibrava il labbro ma, come spesso mi si dice, MICA SI PUÒ AVERE TUTTO DALLA VITA, NO?

Beh, il fatto è che io, in pratica, a 'sto punto, dovrei essere sempre in discreta botta etilica, sotto il sole a sudare e faticare, facendo qualcosa di ripetitivo e di utile. Mio padre mi ha addirittura detto che il lavoro mi era riuscito bene e che non si aspettava avrei fatto tutto l'orto insieme.

Io, ovviamente, non concepivo NEANCHE LONTANAMENTE che l'orto potesse essere diviso in due lotti. O LO FAI TUTTO SUBITO, O SEI UNA MERDA.

Però è stato bello, dai.

Un po' impossibile da sostenere come metodo per produrre in continuazione endorfine e per fare attività fisica (e anche per tirare a campare, visto che, comunque, ho bisogno di soldi), in serata ci sarebbe voluta una certa ragazza da baciare e con cui fare l'amore (magone e senso di fallimento a non finire) ma non posso che dire che, finché è durato, è stato 

BELLO.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ah come ti capisco! Quando inizio a vangare l'orto non c'è niente che mi convinca a lasciarlo a metà!! La vita agreste mi salva sempre da me stessa... Mi abbandono alla natura e ai suoi ritmi lenti: niente stimoli frenetici, niente pretese, nessuno a cui render conto, che ti giudica o ti impone alcunché. Niente da controllare e ricontrollare. Niente a cui pensare. Solo percepire e sentire. E riscoprire la meraviglia: la vera forza dei bambini! "Avete mai guardato un ramo di ciliegio, almeno un minuto, ogni giorno, per un anno intero?". Già... Dicono che per imparare ad amare bisogna iniziare dalle piante, e soprattutto da quelle che non ci piacciono. Io ci ho provato, con le ortensie e con le felci, che non mi sono mai piaciute: le prime per la loro pomposità troppo appariscente, le seconde perché mi ricordavano luoghi tetri e umidi. Ho imparato ad apprezzarle, le ortensie, perché visti da vicino quei grossi palloni sono fatti di tanti piccoli fiorellini, tutti diversi ma nessuno con la pretesa di dominare. E perché rimangono belle anche quando seccano. E poi, basta un po' di ferro per farle diventare blu, se ti stufi di vederle rosa... una magia!! E le felci... Com'è piacevole vederle crescere... Delle piccole spirali attorcigliate strette strette su sé stesse che si aprono piano piano, come una lingua di Menelik a rallentatore... E poi sono inconfondibili, non puoi scambiarle per nessun altro!! E quel profumo unico di... felce!! L'altro giorno ero nel campo, stavo sparpagliando i mucchi di erba appena sfalciata, quando ha iniziato a piovere. Mettersi al riparo non se ne parla, dovevo finire il lavoro iniziato, e così me ne sono stata a lavorare sotto la pioggia, ad ascoltare la sua musica (tutto il resto taceva, solo qualche assolo qua e là di qualche uccelletto intraprendente). E poi, finito il lavoro, ho aperto le braccia e mi sono lasciata bagnare da lei, e le gocce che scendevano lungo la schiena e mi solleticavano erano un piacere... Ero serena, cazzarola!! Il contatto con la natura mi rigenera, sempre! Sai che ti ci vedrei bene, come giardiniere? Faresti certe siepi che... Edward mani di forbici... muto!! (O 'na pippa, se preferisci!). Perdonami se ti faccio incazzare. Anche io ho una testa incasinata... Ma ti voglio bene, di quello non ho dubbi! Ciao, a.a.s.s.

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