mercoledì 23 maggio 2018

Medicina 666 - Bonus tracks

Qui incluso nella copertina dell'edizione giapponese dell'album omonimo dei Medicina 666, "Luciano Onder è un giornalista, conduttore televisivo e storico italiano. Dal 1966 al 2014 si è occupato di divulgazione scientifica in Rai, dove ha condotto Medicina 33, rubrica medico-alimentare del TG2. Dal 2014 lavora al TG5 di Mediaset." (Fonte: Wikipedia)

Alcune rapide pennellate aggiuntive ("color maròn") al post "Medicina 666" che mi sono venute in mente mentre lavavo i piatti e, poi, mentre facevo la cacca.

In particolare, sulle proiezioni.

Sarò breve, prometto. [No, non prometto un cazzo. :)]


  • "Tu non hai dei problemi psichici o emotivi: tu hai anche dei problemi COGNITIVI!" - Extended version

    [...]
    Mi è capitato con una certa frequenza di riscontrare problemi cognitivi nelle donne o ragazze con comportamenti passivo-aggressivi.

    Paradossalmente, rispetto alla versione originaria di questo punto, devo generalizzare sulle generalizzazioni improprie.

    È su queste che, in ultima analisi e per quanto emerso dal mio piccolo studio esplorativo, si impernia la parte cognitiva del problema passivo-aggressivo e delle proiezioni.

    È come se il soggetto passivo-aggressivo, avendo sempre associato l'idea di pedale all'automobile e al fatto di spostarsi a bordo di questa, messo di fronte a una macchina da cucito ne premesse il pedale e dicesse: "Ehi, ma perché non mi muovo?".
    E, poi, riprovasse ancora e dicesse: "Ehi, ma perché non mi muovo?"
    E così via, all'infinito.

    Certo, a tutti può capitare di premere il pedale della macchina da cucito pensando che sia quello di un'automobile.
    Capitò anche a me, devo ammetterlo: smisi a cinque o sei anni, quando mi stufai di quel gioco che facevo nella testa.

    Riassumendo: una massiccia dose di inerzia cognitiva, cioè "la tendenza a perseverare su un certo comportamento anche quando questo non è più adattivo alla situazione" (Rosa Angela Fabio, "L'attenzione. Fisiologia, patologie e interventi riabilitativi", FrancoAngeli).

  • Il futuro era ieri (ma io ero a casa a guardare il meteo del '75)

    (Dissolvenza incrociata audio rispetto alla traccia precedente)

    Non è difficile immaginare che, su questa bella (oddio, "bella") base di inerzia cognitiva sia difficile far accettare qualsiasi innovazione di comportamento, anche minima.

    Non chiederla o imporla sul soggetto passivo-aggressivo, no no!

    E non stiamo parlando di rivoluzioni culturali o tecnologiche, di conversioni religiose, né di tatuaggi che, all'improvviso, ricoprono l'inorridito soggetto passivo-aggressivo: parliamo anche solo di piccoli cambiamenti, come far scorrere l'acqua nei tubi della cucina quando si scola la pasta per evitare che i tubi di scarico si deformino o infilzare con uno stuzzicadenti l'aglio con cui si insaporiscono le patate al forno, rimuovendo facilmete l'aglio a fine cottura e non trovarselo in bocca fra una patata e l'altra.

    Anche perché è il soggetto passivo-aggressivo a decidere cosa sia ottimo e giusto e cosa sia un'autentica troiata - al di là di ogni logica e prova sperimentale.

  • Ipse dixit!!!

    Intrecciato al concetto di inerzia cognitiva sta il principio di autorità.

    (Bada bene, lettrice o lettore: non sto dicendo che chiunque manifesti inerzia cognitiva sia un/a passivo-aggressivo/a, lo stesso dicasi per il principio di autorità e per tutto il resto.
    Se hai letto fin qui pensando a una biunivocità fra sintomo e disturbo, è probabile - PROBABILE, non certo - che tu sia passivo-aggressivo/a. ;) )

    Intrecciato al concetto di inerzia cognitiva sta il principio di autorità, dicevamo.

    Sì, perché come è possibile muoversi e prendere delle scelte? Attraverso un riduttore di incertezza, attraverso qualcuno che dice ciò che ha senso e ciò che non lo ha, tra ciò che è buono e tra ciò che è da condannare: un'autorità.

    Dai soggetti passivo-aggressivi, però, è difficile aspettarsi che prendano l'iniziativa - altrimenti, non sarebbero passivo-aggressivi - e affrontino il mondo così com'è: molteplice, fluido, spesso crudele e non collimante con le proprie aspettative.

    Da qui il ricorso al principio d'autorità e, ancora una volta, anche per qualsiasi inezia e contro ogni prova concreta.

    Ti dico che una cosa ha questo e quest'altro effetto? Non è vero.
    L'autorità dice che la stessa cosa ha questo stesso e quest'altro stesso effetto? Aaaaah, ORO COLATO! "Sai che avevi ragione?"

    Coi "Sai che avevi ragione?", indipendentemente dalla persona da cui provenivano, ho sempre pensato che non ci si potesse nemmeno pulire il culo. :)

C'era altro? Non mi ricordo, mi pare di no.
Bene, vado a 
Ah, sì, ecco! So che non sono l'unico cui succede di incontrare queste persone e blablabla. Tranquille/i: non aspiro ad essere speciale. 
Ma questo dovrebbe essere oggetto di un post che rimando perlomeno da settimane.

Bene, ora vado a mettere insieme l'immagine d'inizio post e, se ce la faccio, a scriverne un altro ancora.



[Scritto dopo il "Sarò breve, prometto.": qualcuno sa spiegarmi perché le tracce bonus degli album sono sempre tipo sulle edizioni giapponesi? "Mah!"]

17 commenti:

DICATVM MORITVRIS ha detto...

Anonima anonima sconosciuta sconosciuta, visto che non sono ancora riuscito a risponderti, ti regalo questa chicca citazionista che riprende diversi argomenti emersi in questi giorni, fra cui anche la copertina di questo post. ;) Löl

Anonimo ha detto...

Bello il video. E a quel "è accordata" ho riso come una stupida! Quanto al post (e, più in generale) mi viene da pensare che vedi tutto e tutti in termini psichiatrici... ma vabbè, ognuno ha la visione che più gli si "accorda"... (e qui sto ancora ridendo). E io ho la mia visione di dannazione. Il diavolo non me ne voglia...

Anonimo ha detto...

Un'altra cosa, professore. Quando lei parla di inerzia cognitiva, cioè "la tendenza a perseverare su un certo comportamento anche quando questo non è più adattivo alla situazione", mi viene in mente l'immagine di in tizio che lava un pavimento già pulito, o pulisce dell'insalata in un lasso di tempo che basterebbe a vangare un orto, rastrellarlo, seminare l'insalata, annaffiare, aspettare che germogli, aspettare che cresca, raccoglierla, lavarla, asciugata e mangiarla (e, intanto, per ingannare i tempi vuoti, fare il giro del mondo in 180 giorni). Può essere questo un caso o ho capito male? E, se fosse, crede sia impossibile o solo difficile far accettare qualsiasi innovazione di comportamento, anche minima? Grazie. In attesa di un riscontro porgo cordiali saluti.

DICATVM MORITVRIS ha detto...

"Porco cordiali saluti", come mi capitava spesso di scrivere per sbaglio XD (poi correggevo subito col timore di aver premuto il tasto per far partire i missili vettore per testate nucleari verso il paese delle farfalle).Beh, diciamo che sicuramente nel post uso termini psichiatrici e faccio un po' il verso a quel linguaggio.In altri post uso il lessico e la forma di altri ambiti (tipo quello del diario di Fox Mulder).Non mi precludo niente. ;)
C'è chi dice (ragazza stupenda, fra l'altro, che io sono "Il fleur du mal 2.0"), quindi anche la dimensione della dannazione mi appartiene. Forse era più viva quando ero adolescente.
Ora, semplicemente, sono più cinico e clinico.Di conseguenza, più alienato a me stesso.
E no, i due casi di cui parli tu sono di rituali compulsivi legati alla rupofobia (il secondo potrebbe essere disturbo dell'attenzione, se il tipo si limita a pulire l'insalata con estrema lentezza al di là dell'ossessione per la pulizia).
Un caso banalissimo di inerzia cognitiva (ma non legato a soggetto passivo-aggressivo) era il mio professore di italiano, prossimo alla pensione, che prima faceva le brutte degli schemi a mano sul foglio, poi li trascriveva a computer ma solo perché costretto da qualche circolare scolastica, se non ricordo male, quando sarebbe bastato impostarli al computer e aggiustarli al computer stesso.Ovviamente, tutto ha delle gradazioni, come noti. ;)

DICATVM MORITVRIS ha detto...

Ho sbagliato una parentesi: "C'è chi dice (ragazza stupenda, fra l'altro) che io sono "Il fleur du mal 2.0"."
Questa è chiaramente ossessione per il controllo. ;)

DICATVM MORITVRIS ha detto...

Se c'è una componente di "sentirsi a posto" nel pulire e pulire e pulire o nel lavare e lavare e lavare, è proprio comportamento ossessivo-compulsivo. XD Poi, che la cosa possa avere esiti disfunzionali (dedicare tempo eccessivo a quelle attività a scapito di altre), è chiaro, ma non si tratta comunque di inerzia cognitiva come "motore".
La lancio lì: far scoppiare una per una le bolle del pluriball. Ti ci metti a farlo perché ti rilassa e, vice versa, non sarebbe rilassante se esistesse una macchina che, in automatico, schiaccia le bolle per te. XD XD XD

Anonimo ha detto...

Grazie, questo conferma i miei dubbi... L'ossessione per il controllo, poi, la capisco. Anche quando leggevo i tuoi post mi veniva l'impulso di mandarti una mail per segnalarti gli errori (oddio, dove ho sbagliato!!)... In tal caso un semplice ed efficace "non rompere i coglioni" è bastato ad impedirne l'attuazione...
Una delle tecniche della t.b.s. è proprio quella di ritualizzare l'ossessione (paradosso?!), portandoti a percepire ciò che trovavi rilassante e piacevole come disgustoso e irritante. Adatto, secondo me, nei casi con elevato esito disfunzionale...
Grazie, è quasi sempre un piacere parlare con te!!

DICATVM MORITVRIS ha detto...

Guarda, l'email con segnalazione di errori sarebbe stata apprezzatissima. :) Sarebbe stata pane per il miei denti, perché sono pienamente consapevole del fatto che ci sono degli errori anche non di battitura e che mi sfuggono anche alla rilettura, specie dopo la stesura a tarda ora e in condizioni pensose ma anche penose ( = spirale verso il basso ).
Anche nel commento precedente c'erano degli errori (frasi che cominciavano subito dopo il punto) ma, questa volta, è colpa dell'editor di testo dei commenti che finge di funzionare come HTML ma non sembra farlo fino in fondo.
Per quanto mi dici della t.b.s., mi sa proprio che volevano perlomeno propormela in clinica psichiatrica ma che la cosa mi risultò un paradosso su un paradosso su una disfunzionalità: non attuare rituali compulsivi avvierebbe un loop di livello superiore, anziché bloccare il giro di trottola dell'ossessione-compulsione di base. Non servì a niente, se sono ancora qui e messo in condizioni oggettivamente peggiori di quelle di allora - per "oggettivamente peggiori" intendo proprio da confronto con la psichiatra tanto carina che mi ha seguito in quest'anno e mezzo.
Poi, c'è anche da dire che alcuni esiti compulsivi servono PARADOSSALMENTE a ridurne altri di ulteriori, quindi hanno un effetto contenitivo: se mi tolgo sempre le scarpe sulla soglia di casa, evito di portare dentro lo sporco e posso limitarmi a passare l'aspirapolvere una volta a settimana e a lavare i pavimenti di tanto in tanto, pulendo subito nel punto in cui cade qualcosa che macchia o appiccica.
Mi evita di pulire casa ogni settimana, non so se mi spiego! Paradossalmente, è più efficace questo della t.b.s.! Ho spostato l'ossessione, almeno in parte, dalla rupofobia all'ottimizzazione - anche perché, fra disturbi dissociativi, carenze di energie e rara ma sana voglia di fare un minimo d'altro, non avrei il tempo per pulire casa tutte le settimane.
Paradosso nel paradosso: quando stavo bene, tre anni fa, pulivo casa spolverando anche i mobili e lavando i pavimenti una volta ogni due settimane. Non era in quello il mio stare bene ma il mio stare bene mi faceva prendere più cura di casa di ora. Capisci che è un cazzo di non-senso?
Oppure, se ha un senso, spiegamelo: sono più che aperto ad ascoltarti. Certo, l'ideale sarebbe svaccati sul letto con un bicchiere di vino rosso e del cioccolato fondente (che, per me, è il rituale BELLO del relax e del restare a carne più nuda di quanto io non stia già).
Però, prima, ti spiacerebbe toglierti i vestiti? Sai com'è, vengono dall'esterno... (Sarebbe proprio una scena da film.)

Anonimo ha detto...

Non ho capito bene alcuni punti ma ci tornerò dopo perché ora non ho tempo... Preparare il pranzo senza vestiti sconvolgerebbe l'equilibrio della famiglia!!

Anonimo ha detto...

Dunque, tu mi dici che "non attuare rituali compulsivi avvierebbe un loop di livello superiore, anziché bloccare il giro di trottola dell'ossessione-compulsione di base". In realtà non stavo dicendo di NON ATTUARE il rituale, bensì di ritualizzarlo per assumerne il controllo: per esempio ripeterlo in modo pianificato (se lo faccio una volta devo farlo 5 volte. Né una di più né una di meno. Posso anche deciderlo di non farlo, ma, se lo faccio una volta devo farlo 5 volte), oppure ritualizzando la compulsione in spazi e tempi prefissati, con appuntamenti inizialmente numerosi (Vado a memoria). Ma ogni caso è a sé. Nel tuo caso la strategia è diversa. Si dovrebbe pulire la casa lasciando però una piccola cosa non del tutto pulita: questo è il piccolo disordine che crea l'ordine, è l'entropia dei sistemi viventi, che fa evolvere continuamente il loro equilibrio... Comunque, il fatto che quando stavi bene pulivi di più non mi sembra insensato: facevi semplicemente in modo che il mondo esterno fosse in armonia col tuo stato d'animo. Bello dentro bello fuori!! (Che fa tanto acqua minerale ma non mi vengono metafore in questo momento).
Comunque, senza troppi giri di parole e spirali di ragionamenti:
Anche io vengo dall'esterno. Vuoi lasciar fuori anche me? (Detto sulla soglia di casa, con le scarpe in mano).

DICATVM MORITVRIS ha detto...

Fare le cose nudi le fa fare meglio, secondo me.
Certo, poi, quando ti abitui a girare nudo per casa e torni a casa dei tuoi e giri per mezza casa nudo ricordandoti che non sei da solo, hm-. XD

Ora ho capito. Anche in questo caso, era una questione di termini. In termini psichiatrici o psicologici o psicostocazzo, non ritualizzi l'ossessione (ciò che ti spinge a "scaricare" in qualche modo) ma ritualizzi la compulsione (la modalità in cui "scarichi).
Ci sta, da quel poco che ho letto sulla t.b.s.: non importa il perché (l'ossessione o, ancora più radicalmente, le sue cause remote o latenti) ma importa il perché e il recuperare funzionalità.

Al di là delle dissezioni lessicali (ed è un grande sforzo per me), in casa mia già c'è un po' di sporco (le zone deputate ai vestiti dell'esterno, tipo, o le chiavi, che non pulisco) e c'è abbastanza disordine su cose non fondamentali (dischi rigidi e libri da vendere sul divano...). Roba che si sistema in un quarto d'ora nel caso in cui dovessi accogliere un'ospite.
Quindi? Sono già a posto? Non mi pare. Oppure, se questo è l'essere a posto nella misura che mi è concessa, beh, BELLA MERDA!!!

Comunque, mi ha fatto letteralmente scoppiare a ridere il paragone con le acque minerali!!! Anche perché il claim era "Puliti dentro, belli fuori!" e, nel mio caso, sarebbe stato "Bello dentro, pulito fuori!", con una bella inversione di causa ed effetto.

Comunque no, in questo momento storico, se ti presenti con le scarpe in mano sulla soglia (tolte fuori) e mi chiedi di entrare, minimo devi metterti le ciabatte già appositamente pronte e, poi, quando vai, devo pulire: questo è il mio spazio e non si viola.

DICATVM MORITVRIS ha detto...

(Geniale il parallelismo con l'acqua minerale, geniale. Non ti dico poi il significato allegorico che potrebbe prendere l'uccello. XD Tutto torna, tutto torna!)

Anonimo ha detto...

Beh mi è venuto a caso (ed era pure sbagliato...), un po' come dire che sono un genio involontario... Capirai... Quantomeno, immaginarti in quello scoppio di riso è stato bello... ciao.

Anonimo ha detto...

Fra l'altro, ho notato questa cosa: negli ultimi giorni, in cui riverso in uno stato pietoso, ho diminuito drasticamente gli episodi (dosi) di autodevastamento facciale. Che, negli ultimi anni, sono diventato l'unico universale rimedio per tutti i miei mali. Rimedio velenoso, ovviamente. Che, però, funziona per tutto: mi calma quando sono agitata, mi attiva quando sono depressa, mi fa passare i sensi di colpa quando mi vengono ecc. E, altrettanto ovviamente, genera una spirale paradossale e senza fine in cui la causa è l'effetto di sé stessa. Bene. (Bene un cazzo). Fatto sta che ieri, specchiandomi, ho trovato un viso piuttosto presentabile, addirittura "carino" se proprio volessi spingermi tanto in là. E questo a dispetto delle condizioni devastanti in cui verso interiormente. Come a dire... bella fuori e morta dentro. Ecco, questa è la conclusione cui sono giunta. Niente male come inizio giornata.

Anonimo ha detto...

Rileggendo la tua risposta [dopo che il mio umore ha attraversato la fase "Ma sì dai, non sono poi così mediocre... sono un mix perfetto! Tra Baudelaire e Woody Allen.], rileggendo, dicevo, ho notato che hai scritto: "Non importa il perché ma il perché e recuperare funzionalità ". Se fossi Freud ci vedrei un lapsus subconscio (del tipo - eh già, a te interessa proprio il perché...), se fossi te ci vedrei un errore di distrazione... Dato che sono io é probabile che non abbia capito un cazzo.
Comunque...
Sì, il concetto di base è quello: è inutile andare a scovare le cause (anche nel caso ci si riuscisse, non si potrebbe intervenire su quelle), ma bisogna concentrarsi sui comportamenti attuali, in modo da restrutturarli puntando soprattutto e in primo luogo sulla percezione, che é più immediata, e poi, di conseguenza, sul pensiero. I cambiamenti possono essere di vari tipi: catastrofici, apparentemente graduali ma in realtà geometrico-esponenziali oppure graduali per fasi progressive. Vabbè, ora il dovere mi chiama. Il mio mix perfetto è comunque racchiuso in un corpo da casalinga disperata...

DICATVM MORITVRIS ha detto...

Il primo punto merita un post e non un post qualunque: un post con dedica!

Vado a scriverlo e poi vedo se ho energie residue per risponderti almeno qui. Non mi sono dimenticato dell'altrove - figuriamoci se me ne sono dimenticato, la mia testa deve avere TUTTO sotto controllo e quello gira come un processo in background su un computer con la RAM ormai satura.

Non mi sono dimenticato.

DICATVM MORITVRIS ha detto...

Comunque, quella frase "I cambiamenti possono essere di vari tipi: catastrofici, apparentemente graduali ma in realtà geometrico-esponenziali oppure graduali per fasi progressive." mi fa mentalmente SESSO.

Hai reso alla perfezione l'idea!!!

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