domenica 20 maggio 2018

Medicina 666

"Luciano Onder è un giornalista, conduttore televisivo e storico italiano. Dal 1966 al 2014 si è occupato di divulgazione scientifica in Rai, dove ha condotto Medicina 33, rubrica medico-alimentare del TG2. Dal 2014 lavora al TG5 di Mediaset." (Fonte: Wikipedia)

"Oggi parleremo di una piaga che sempre più affligge la società contemporanea:
quella delle personalità passivo-aggressive."

Beh, se la psichiatra tanto carina mi ha chiesto se io non avessi mai pensato a un percorso professionale in psicologia, quantomeno mi sento legittimato (non che io abbia bisogno di chiedere permesso) a stilare questo breve studio psicografico situazionale sulle personalità passivo-aggressive per come ho avuto modo di conoscerle nella mia vita e per come, ahimè, ho ancora modo di incontrarle.

Il presente non ha alcuna pretesa di esaustività (forse di esaurimento - il mio) né di universalità, sia ben chiaro. Se non siete passivo-aggressive, buon per voi, per il vostro consorte, per chi vi sta accanto e per il mondo intero! Siete una gioia della vita.

Se, invece, vi sentite chiamate sotto sotto in causa e avete la coda di paglia, allora siete passivo-aggressive e potete anche smettere di leggere qui. C'è tanta altra bella roba da leggere sul mio blog, anche usando la funzione "post casuale" in alto nella colonna di destra.
Dal canto mio, non mi faccio problemi ad ammettere i miei problemi. Se potessi venderli, sarei ricco. :)

***

Annoto a margine (come cominciare un trattatello nel mio stile se non con una nota a margine?) annoto a margine che io abbia riscontrato il comportamento passivo-aggressivo (assurgente fino alla personalità passivo-aggressiva) esclusivamente nelle donne o ragazze.

Forse perché mi piace la baggiana? Sì.

Forse perché preferisco parlare con le donne e le ragazze? Sì. 

Forse anche per via del mio 36% gay che mi rende particolarmente intrigante sotto le lenzuola (chiedete alle mie amanti non passivo-aggressive, perché le passivo-aggressive tendono a farti afflosciare anche le articolazioni fisse)? Sì.

***

Di seguito, alcuni comportamenti ricorsivi che ho rinvenuto nelle donne e ragazze passivo-aggressive nel corso degli anni.


  • "Quelle troie delle mie amiche"

    Ipsis verbis
    . "No, ma il mio numero di cellulare ce l'hai solo perché te l'hanno dato quelle troie delle mie amiche". E tu mi rispondi per giorni, dicendomi anche dove e quando lavori, anziché dirmi subito "No, guarda, le mie amiche sono delle cretine ed erano pure mezze ubriache, hanno visto che ti guardavo e ti hanno dato il mio cellulare."?
    Hai dei problemi.

    Vedi anche: lei che guarda il cellulare trascurando la conversazione faccia a faccia in corso con te, legge i messaggi e dice "Ma questa qui è proprio una rincoglionita!". Le risponde e, alla notifica di messaggio successiva, le risponde ancora.

    Vedi anche: la compagnia con cui esce la sua amica le sta sul cazzo, la sua amica pure - ma lei esce lo stesso e ti scrive per dirti che sono delle teste di cazzo/delle troie.

  • Principessa sul pisello

    Il medioevo è finito da oltre cinque secoli, l'emancipazione femminile nelle relazioni uomo-donna è pienamente compiuta ma la passivo-aggressiva si comporta ancora come una vanesia, delicata e leziosa principessa di 'sto cazzo.

  • "Aiuto, salvami!"

    Corollario del punto precedente. Non c'è nessuno da cui salvarti, se non da te stessa ma, mi spiace, quello tocca a te - come a ciascuno di noi.
    Non vedo in giro dragoni / neanche se mi fumo tre cannoni. (Giusto per fare invidia al mio alter ego poetico).
    Ripeto: non c'è niente da cui salvarti.

  • "Tu non hai dei problemi psichici o emotivi: tu hai anche dei problemi COGNITIVI!"

    Ecco, questa, invece, l'ho detta io - e lo riporto con tanto di pleonasmo.
    Correlata al punto precedente, anche se, appunto, lateralmente.
    Mi è capitato con una certa frequenza di riscontrare problemi cognitivi nelle donne o ragazze con comportamenti passivo-aggressivi.

    Un esempio? L'incapacità di riconoscere quando una relazione logica gode della proprietà simmetrica.

    Esempio dell'esempio - l'interessata NON saprà perdonarmi l'inesattezza del virgolettato ma si limiterà, nel caso, a pungolarmi per farmi sentire in colpa: "Io faccio volontariato perché, se faccio del bene, qualcuno prima o poi lo farà a me."

    Punto primo: che CAAAAZZO di nesso c'è fra il compiere un'azione ed esigere di averne una identica in contraccambio, per di più da parte di qualcuno che, magari, non sa neanche che tu fai volontariato?

    Punto secondo: bel modo di merda di fare del bene! Un po' come dire (e capita anche questo) "Io mi innamoro di te solo se anche tu ti innamori di me." PARACULAGGINE AL PAROSSISMO (con tanto di nesso allitterante).

    Gli esempi potrebbero andare anche oltre ma penso di avere sufficientemente reso l'idea.

  • Eccessiva enfasi sulla forma al di là del contenuto nell'ambito delle relazioni umane

    Tutto deve essere come da galateo, vacuità compresa. Certo, ammettiamo tutti che un po' di buone maniere non guastino.

    La passivo-aggressiva, però, potrebbe tranquillamente continuare a sorriderti se le dici "È da sempre noto che gli esseri umani femminili di genere femminile amino esercitare mercatura del proprio corpo in cambio di pecunia" ma potrebbe inalberarsi se le dici "Le donne sono tutte puttane." (affermazione estremamente maschilista e non mia - io mi sono trovato addosso la situazione a parti invertire). Comunque, sbagliavo: una passivo-aggressiva non si inalbera ma si trincera nel mutacismo.

  • La famosa ultima parola

    Se chiede scusa, è per avere l'ultima parola e per vederla vidimata, confermata. Vedi il punto sopra.

    Se così non è, continua a ripetere scusa. Non sono le scuse a cambiare i comportamenti ma i comportamenti corretti (o anche semplicemente attivi, sfacciati, da "stronza frontale") a evitare di dover ricorrere a scuse-moine.

  • Coazione a ripetere

    La passivo-aggressiva ripete la stessa frase, lo stesso comportamento o la stessa richiesta sperando che, in qualche modo, la ripetizione possa portare a esiti diversi, nonostante le premesse siano sempre le stesse.

    Vedi anche il punto sopra.

  • La sindrome da Giucas Casella: "Sei proprio bravo - quando lo dico io. Sei veramente una merda - quando lo dico io."

    La passivo-aggressiva ti attribuisce tratti positivamente o negativamente sovrumani (dunque, irrealizzabili) o crede realizzabili condizioni materialmente impossibili, come il tritarifiuti unicorno che trasforma i rifiuti in stelline con un suono di campanellini a sonaglio, come scusa per non fare la raccolta differenziata - sic!!!

    Questo per una qualche strana forma di presunzione demiurgica: io dico che sei bravissimo, è vero; io dico che sei una merda, è vero. E NON ALTRIMENTI.

  • Lo svantaggio della prima mossa 

    Qui si cade nel banale, lo so. ;)

    La personalità passivo-aggressiva si trincera dietro posizioni attendiste: non stiamo parlando di farsi desiderare quanto basta, né, addirittura, stiamo parlando di profumierie!!!

    Una profumiera è ORO in confronto a una passivo-aggressiva: mantiene quel suo alone di mistero, di irraggiungibilità (vera o presunta), di indefinito leopardiano - volendo volare alto.

    La passivo-aggressiva, invece, è manifestazione della regressione, del fingersi piccoli o infantili per vedere come si comporta l'altro.

    Un insulto diretto e volgare da parte di una passivo-aggressiva è anch'esso ORO. Una volta avevo una relazione con una ragazza passivo-aggressiva (ovviamente, non è che ci sono gli occhiali da sole per riconoscerle come in They live).

    Una volta, durante una telefonata nella quale cercavo di metterla di fronte al fatto che si stesse comportando in modo veramente indegno con me, mi diede esplicitamente del coglione.
    "Avrai riagganciato dicendole che non vi sareste mai più sentiti!" direte voi.
    "No!!! Presi subito la macchina e mi sparai 40 chilometri col traffico in 20 minuti." dico io.

  • Rimpianti e proiezioni del passato

    La passivo-aggressiva rimpiange il passato anziché cercare di vivere il presente (sì, lo dice uno che trova il presente particolarmente pesante ma, non per questo, si mette a cercare nelle persone solo una spalla su cui piangere - anzi, è l'opposto).

    Fosse solo questo, poco male.

    Il fatto è che la passivo-aggressiva ti proietta addosso tratti che non sono tuoi, anche quando ancora non hai fatto niente: tratti degli ex, delle relazioni precedenti, di uomini o ragazzi incontrati prima di te (a qualunque titolo)... qualunque cosa le balzi per la testa. Generalizzazioni improprie a tutto spiano e ricerca di secondi fini che esistono solo nella sua testa.

    Mai detto di essere perfetto, eh, anzi, sono il primo ad ammettere di essere abbastanza una merda: lasciami almeno essere merda a modo mio, no?

  • Richieste di tenerezza a comando
    .
    "E ora, la mia arma finale!" [Citazione di cui non trovo l'audio come voglio io]

    È rimasta per ultima semplicemente perché mi ero fatto un elenco delle caratteristiche prima di svilupparle (l'ordine è rimasto quello iniziale, ci sono stati solo alcuni accorpamenti di due punti in uno).

    Casualmente, per ultimo è rimasto il tratto più infido e disgustoso: quello della tenerezza a comando.

    La tenerezza non si chiede: la tenerezza deve nascere da sé, viene da un incontrarsi.
    (Strano leggerlo su un blog dove per il 95% del tempo si parla di incontinenza, ideazioni suicidarie e simili, eh? :°D)

    Quando la si chiede, vuol dire che c'è proprio qualcosa che non va, che non va NEL PROFONDO. E, per quello, non ci sono spugne emotive con cui farsi il bidè che tengano.

    Clean your own shit!

***

"Bene, anche per oggi è tutto: alla prossima puntata e buone malattie a tutti!"

Ippolito Germer, ospite dell'MTG nella serie televisiva "Mario" di Marcello Macchia con la rubrica "Malattie dal mondo", simpatica parodia di Luciano Onder.

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