mercoledì 6 giugno 2018

È bello non essere creduti! :)

Sorridi, coglione!
Visto? Basta prenderla con un po' di allegria e sforzarsi di sorridere... tutto passa e torna il sereno! :)

MA COR CAZZO!!!

Avete mai provato a essere non-creduti in modo radicale da persone che considerate significative?

Tipo - che ne so? - che state veramente male fisicamente ma vi dicono di smetterla e di starvene buoni dove siete?
O che non ti devi lamentare perché c'è di peggio?
O che credono che un tuo comportamento sia impossibile, inventato, finto, falso? Come se tu stessi recitando una qualche cazzo di parte?
O come se non volessero accorgersene, come se volessero rimuovere?

È una situazione-sensazione orrenda, estremamente spiacevole e, insieme, informe, impossibile da maneggiare proprio per il fatto stesso che non vi si crede.
È un po' la sensazione che si ha [cazzo, mi sono alzato un attimo per fare non ricordo più cosa e ora non mi ricordo neanche cosa avrei voluto scrivere. Cazzo di memoria a breve termine che sta andando a puttane.]
[Ah, sì!!! Ora, dopo che sono arrivato fino a "profetessa inascoltata" più sotto, mi è venuto in mente!
È un po' la sensazione che si ha quando si discute con un emerito coglione o un'emerita cogliona o un/un'emerito/a incompetente di qualcosa che si conosce alla perfezione mentre la controparte conosce solo per sentito dire e, ciononostante, pretende di saperne di più di voi.]

È una sensazione di annichilimento profondo esercitata da persone estremamente superficiali o che non vogliono stare ad ascoltare o che mettono ciò che dici sotto clausola ipotetica.

Deve essere qualcosa di simile a quello che succedeva ai reduci dei campi di concentramento nazisti, ai quali non si credeva perché non si concepiva che l'uomo potesse commettere certe atrocità contro il proprio fratello.

Più prosaicamente, è come se qualcuno dicesse di volerti assistere mentre stai vomitando e, anziché tenerti una mano sulla fronte per aiutarti nello sforzo di vomitare, ti piantasse con la stessa decisione la mano esattamente sulla bocca - e il vomito ti torna nello stomaco, ti finisce fra naso e fondo della gola, fa bruciare le vie aeree.

È un po' come essere una Cassandra, spesso nota solo come profetessa di sventure ma mai considerata abbastanza come profetessa inascoltata.


Solo che qui:

  • la cosa non riguarda un futuro che deve ancora venire ma un passato che è già avvenuto;
  • la cosa non riguarda gli altri (sui quali c'è sempre un margine di doverosa incertezza prima di potersi pronunziare) ma me stesso (e, ormai, mi conosco bene e, soprattutto, quando compio un gesto materiale, so di averlo compiuto);
  • la cosa non riguarda familiari, amici o conoscenti, in cui il coinvolgimento emotivo può prevalere sul resto;
  • la cosa non riguarda la divinazione o la pro
  • fezia ma riguarda la scienza, la terapia e la cura.

Già, perché, porca di una puttana, chi non mi ha creduto è stata la mia psicologa. Sì, la psicologa MILF [vedi gli episodi qui, qui e qui].

(Apro e chiudo parentesi: dopo di questa ha perso ogni aura erotica nei miei confronti perché il suo non-credermi fa di me un non-esistere ai suoi occhi e, mi spiace - no, non mi spiace - è stata LEI a violare patti di alleanza fra paziente e terapeuta e menate simili, che ora mi sembrano solo fregnacce.)


Se volete leggere in merito al "come", proseguite la lettura - io ho bisogno di scriverne, a questo punto.
La sostanza, comunque, è già stata espressa sopra.


Sono andato da lei ieri, martedì, di primo pomeriggio così che potessi finalmente incontrarla, visto che la mattina rischia sempre di essere problematico per via di crolli e giramenti di testa vari.

Mi sentivo positivo, forse anche per via della bella giornata di sole.

Via in bicicletta, arrivo in perfetto orario, lei ha tre minuti di ritardo ma io sono sereno - sì, per un ossessivo-compulsivo tre minuti di ritardo possono essere l'inferno.

Iniziamo a parlare, lei inizia a prendere appunti - mi chiedo cosa faccia di quegli appunti... questa volta, a un certo punto, ha piegato il foglio e si è messa a usarlo come ventaglio... sono rimasto allibito.

Io proseguo nel parlare e, a un certo punto, lei riceve una telefonata e io mi blocco, con un tremore, un fremito o una pulsazione all'addome: mi ero dimenticato di avviare la lavatrice prima di partire da casa.
Già, perché anche una cazzata del genere rischia di scatenare (nuovamente) l'inferno nella mia mente, come, effettivamente, è successo. Mi veniva da piangere e non riuscivo a parlare come volevo.

Le ho spiegato perché stesse succedendo quello che mi sta succedendo e le ho raccontato di episodi simili in cui ho letteralmente perso il controllo (mi si sta informicolando il lato destro del corpo dall'ansia al ripensarci) e ho fatto a pezzi oggetti oppure ho preso a testate i muri.

Lei ha fatto veramente una faccia da cazzo, duole dirlo, ma veramente una faccia da cazzo. Le si leggeva chiaro in faccia che non mi credeva.

- Cosa c'è, dottoressa? Non mi crede?
- No-no! (Con sorriso forzato)
- Dottoressa, lei non me la fa: glielo si legge in faccia che non mi crede.

Passa qualche secondo...

- È vero, mi ha scoperta. [O qualcosa del genere, sempre con sorriso forzato]
- Perché non mi crede? Perché sembra impossibile che dei trigger a così basso potenziale, delle CAZZATE possano scatenare una reazione sproporzionata? Se vuole le rovescio la scrivania con tutto quello che c'è sopra oppure inizio a lanciare oggetti fuori dalla finestra, perché è quello che farei.

Ma, ancora una volta, coglione come sono, gliel'ho perdonata. Capite? Cioè, lei dovrebbe aiutarmi in un qualche cazzo di modo e, invece, non si fida di me, di ciò che le dico.

E sbaglio, sbaglio a darle infinite seconde possibilità, come già gliene avevo date in passato. Sbaglio e mi sento un coglione e, contemporaneamente, mi sento umiliato da una condotta che non mi sembra adeguata.

Cioè, dovrebbe sapere o dovrebbero averle detto (o forse gliel'ho detto anch'io) che ho cercato di farmi fuori due volte negli ultimi due anni e che ho ideazioni suicidarie continue e semplici e innocenti come l'idea di abbassare un interruttore.

Di conseguenza, dovrebbe capire che sto cercando (o, forse, meglio, ESIGENDO) fiducia quando esprimo ciò che sento. Altrimenti faccio davvero meglio a starmene a casa a fare altro di più produttivo.

Poi le ho raccontato anche di tutti i piccoli espedienti che attuo in maniera il più ottimizzata possibile per ridurre le perdite economiche di ogni mese - visto che, comunque, quello che faccio non basta mai a coprire le spese.

Ho anche realizzato, nell'incontro, che la mia forma mentis compulsiva è fatta a frattale e che, come devo passare ripetutamente da un'azione ripetuta all'altra per non cadere in dissociazione, così dovrei continuamente passare, a livello macro, da un'attività lavorativa all'altra nel corso della stessa giornata.

E lei non sapeva cosa fosse un frattale. Cristo, un frattale. Lo so pure io che sono laureato in scienze delle merendine e che ci ho aggiunto là economia per dare una base un po' più solida a quella che sarebbe stata la mia attuale disoccupazione!

E vabbè.

E le ho detto anche del sonnambulismo e delle attività complesse che svolgo in sonnambula, con estremo ordine, e sembra esserci rimasta.

E le ho detto anche, ancora una volta, che ho i ritmi circadiani sballati e che la notte fra domenica e lunedì non avevo dormito per niente e che la notte fra lunedì e martedì avevo dormito 11 ore perché non mi reggevo in piedi.

Mi ha detto, con una mezza battutina [del cazzo], che io sono così bravo a fare le medie e che le ore di sonno si bilanciano - quando puoi chiedere anche al primo stronzo che passa e saprà dirti benissimo che le ore di sonno non si bilanciano né si recuperano.

È un po' come il famoso dire che, se uno ha la testa in fiamme e i piedi nel ghiaccio, mediamente è a una temperatura gradevole.

Una media del cazzo, anche a livello di collocazione fisica.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Spesso le persone non credono semplicemente perché non capiscono. (Beati coloro che credono senza capire, perché di essi è il regno di sticazzi...) Non è cattiveria. Può esistere qualcuno che, pur capendo, non ci crede? Non so...
Ma anche la tua psicologa é un essere umano. Così come la psichiatra tanto carina. Come tu ed io. Pur con tutta la loro scienza, la loro saggezza e la loro conoscenza, non sono esseri perfetti e infallibili. Sbagliare fa parte della nostra natura. Se, però, ti è stata d'aiuto, anche solo una volta, in tutto questo tempo, ricordatene.
E, di più, la scienza stessa non è infallibile. E la Verità non la detiene nemmeno lei, con tutta la sua altezzosa pretenziosità (senza voler generalizzare). A volte penso: se incontrassi uno sciamano siberiano e mi portasse con sé in un viaggio astrale e ne tornassi guarita, beh - fanculo la scienza - io gli darei tutta la mia gratitudine. E non starei lì a chiedermi il perché e il percome, o a cercare una spiegazione razionale e "scientifica" dell'avvenuta guarigione. A volte è meglio "valutare" le cose in base alla loro efficacia. Semplicemente.

E comunque, secondo me, aveva il mestruo. La possessione demoniaca è niente... Confronto al mestruo.

A.a.s.s.

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