martedì 26 giugno 2018

Il pisolino / pomeridiano / del fanciullino / pascoliano

In bianco e nero, tre bambini che dormono tranquilli in un grande letto la notte prima di natale, sovrastati dalla presenza di un teschio che emerge da un bagliore di luce.

Bene, nonostante gli sforzi in direzione opposta, devo arrendermi all'idea che le cose stanno comunque sfuggendo al mio controllo.

Se, una decina di giorni fa, riuscivo a farmi più o meno decentemente una giornata intera dal punto di vista del sonno (niente crolli e solo qualche sparuto episodio di debolezza, contro cui lottavo con le unghie e coi denti), in questi ultimi giorni vedo che la tendenza si è nuovamente invertita.

Oggi mi sono alzato per i fatti miei alle sei e quaranta di mattina dopo sette ore di sonno, non ho fatto colazione per attendere gli orari delle medicine e mi sono messo al computer a cercare di fare qualcosa.

Dopo mezz'ora, vista annebbiata, testa che mi cadeva in avanti, corpo che voleva raggomitolarsi su se stesso.

Non ce la facevo, ancora una volta, a reggermi non dico in piedi ma nemmeno seduto

Mi sono dovuto mettere nuovamente a letto, contro la mia volontà, ancora una volta contro la mia volontà - e la cosa mi fa girare i coglioni a manetta.

Mi sono alzato dopo mezz'ora al suono della sveglia, non totalmente lucido ma neanche rincoglionito. Pensavo che sarebbe bastata quella mezz'ora di sonno in più a sistemare le cose.


Tutta la mattinata a cercare di tenermi su, a passare da una cosa all'altra per la scarsa concentrazione che riuscivo a mettere nel fare cose anche banali, disgusto nel fare le cose, mancanza di senso, mancanza di me stesso.

Ho anche pensato che, magari, fosse dovuto al fatto che avevo bevuto solo succo di frutta per colazione (ma mangiare di più nauseava e, probabilmente, avrei davvero vomitato).

Ho mangiato cracker e gallette in quantità quando mi è venuta fame - mi sta tornando una panza enorme e questa tende ancora di più a farmi raggomitolare su me stesso, fisicamente e mentalmente.

Ho anticipato il pranzo quando mi è tornata ancora fame, anche perché lo schifo per il fare continuava, continuava, continuava. 

Che senso ha agire quando non c'è uno scopo?
È un altro bel paradosso (del cazzo).

E, poi, ancora giramenti di testa, ancora, e mancanza di forze per reggermi in piedi, quindi non può essere qualcosa legato al cibo, cazzo... 

Ancora letto, porca troia, ancora letto... letto e diplopia, letto e vista annebbiata, letto e incapacità di reggermi in piedi. 

Ho dovuto chiamare il fratello della discepola prediletta, col quale avevo ripetizioni alle 14:15, per spiegargli la situazione.
E, anche lì, altri soldi che non entrano, oltre al fatto che vorrei dare continuità alle ripetizioni, vorrei che fossero proficue per la persona con la quale studio.
Ma niente.

Sono crollato, di nuovo, mi sono svegliato solo perché mi ero pisciato addosso.
Più precisamente, come spesso capita, mi sono svegliato ESATTAMENTE MENTRE mi pisciavo addosso, a pulsazioni, tipo polluzioni ma di piscia.

Mi sono alzato e la piscia non smetteva - è orrendo vedere che il proprio corpo fa quel cazzo che vuole e non quello che vorresti tu. È orrendo ma, ormai, lo sento orrendo solo guardandomi da fuori. Ci sto facendo il callo, ancora una volta, e il callo è sempre più spesso. Non so quanto questo sia funzionale.

Anche questa volta, il patello non ha retto e la piscia ha fatto una bella pozzettina sul parquet. Alé. (Che fa pure rima.)

Mi sono cambiato e lavato (terza volta nella giornata) e mi sono messo nuovamente a letto, svegliandomi solo alle 18:20 circa, sempre con una sensazione di estrema spossatezza e di schifo addosso.

Non ho neanche idea di che tempo abbia fatto oggi.
Sereno con episodici annuvolamenti, direi dalla manciata di ore che ho vissuto.

Un altro giorno buttato.

Un altro giorno buttato come lo sono tutti i giorni senza uno scopo, fra l'altro
Magari non pisciarsi addosso e non dormire da schifo non sarebbe male, ecco.

E questo nega la teoria che mi ero costruito sul mio umore e sul mio disturbo legato alla stagione: pensavo che fosse legato all'inverno, un po' come per il fatto che il tasso di suicidi è più alto nei paesi vicini al circolo polare artico.

Pensavo, addirittura (RIDICOLO CHE SEI, RIDICOLO), che mi sarei potuto trasferire in qualche paese dal clima più estivo durante tutto l'anno, tipo in Spagna o in California.

Ora, oltre al fatto che non sarebbe attuabile (nelle mie condizioni non posso riuscirci e non posso permettermelo), so anche che non servirebbe a niente.


Le immagini che ho utilizzato per realizzare quella in apertura del post si trovano qui e qui.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sembrano le mie giornate, a parte la pipì

DICATVM MORITVRIS ha detto...

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