domenica 1 luglio 2018

Un tiro di dadi - Ulteriori pensieri in attesa della morte

Mio ritocco di un'immagine tratta dal sito immagini.4ever.eu . Lo so che l'immagine di partenza è molto una resa da software grafico 3D fine anni Novanta, ma ha quel che di atlante anatomico digitale che tanto mi attizza!

Sarebbe bello se potessi sobbarcarmi il peso di quello che faccio.

Sarebbe bello se come mi sento dipendesse dalle mie azioni.

Sarebbe bello se la felicità - anzi, la serenità - anzi, la decenza - fosse qualcosa che posso costruirmi da me e non solo un tiro di dadi.

Al contrario, tutto ciò che è male, sconforto, disturbo è sempre sicuro, efficace.

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La sensazione di inutilità è sempre più incombente sulle mie giornate, sempre più da incubo. Etimologicamente, "incombente" e "incubo" sono parole legate l'una all'altra. Non fosse disgustoso, sarebbe bellissimo.

Sempre più spesso mi ritrovo letteralmente fermo, senza saper cosa fare, senza saper neanche cosa voler fare, in attesa solo del prossimo per me inutile impegno, da cui cercare di ricavare qualcosa di positivo.

Mi ritrovo lì, immobile, con lo sguardo nel vuoto, paralizzato, consapevole del fatto che non abbia senso far niente, che non abbia senso fumare la sigaretta elettronica o guardare il cellulare o mangiare, solo, solo con una grandissima voglia di spegnere in qualche modo la testa al posto di trovarmi in quella situazione orribile di inerzia ed apatia.

Inutile cercare di trovare qualche passatempo "piacevole" perché tutto viene ricondotto in quell'enorme, inutile, grottesco e nauseabondo passatempo in attesa della morte che è la mia vita.

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In qualche modo devo pur campare.

Ciò è ulteriormente ridicolo già di per se perché campare in queste condizioni non è molto più che alimentare un[a sorta di] coma cosciente, come in "E Johnny prese il fucile" [SPOILER].

Mi sento un cadavere ambulante.

Come se non fosse ridicolo di per sé cercare di campare così, però, si pone il fatto che mettermi a cercare lavoro in queste condizioni è ulteriormente ridicolo: purtroppo, il mondo là fuori non è fatto di gente come me e di poca altra gente che sa riconoscere il valore delle persone al di là delle apparenze e al di là delle debolezze e rischio di giocarmi al presente opportunità future.

Ancora una volta, doppio negativo: non cercare lavoro (dunque, rimanere ulteriormente immobile) e ritrovarmi in un'ulteriore palude di ansia e non-senso; cercare lavoro e, quasi certamente, rimetterci la faccia e, insieme, non farcela.

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Anche il mio fisico si sta lasciando andare.

Anche questo, non per colpa mia.

Sonniferi e ansiolitici iniziavano ormai a darmi effetti collaterali maggiori dei benefici, per cui dormo "meglio" senza di loro che con loro.

Lo metto fra virgolette perché ho scoperto che non sto comunque dormendo bene.

Io, ormai, davo per scontato che alzarsi ogni notte a fare una sorta di colazione anticipata fosse nella norma.

Ne ho parlato alla psichiatra tanto carina e, quando le ho detto che dormivo bene, mi ha chiesto del mangiare di notte.

"Beh, ma allora lei non dorme bene..."

"Hm. ...già. Cioè, se uno si alza per bere o per andare in bagno, interrompe il sonno ma ci sta. Però, se uno si alza e si mette a mangiare perché non può farne a meno, poi attiva la digestione e si mette a letto con la digestione in corso.
Ahahahaha, questa cosa mi fa riflettere, dottoressa: diciamo che dormo "meglio" rispetto allo schifo che dormivo prima."

Dove "prima" era aver problemi ad addormentarmi e stare sveglio ore ed ore o rinunciare a dormire mettendosi a fare alto - lo sto comunque facendo in questo esatto momento, per cui è la prova provata che così bene non stia andando.

Quello che pensavo essere grasso dovuto al cibo, in realtà, mi sa che è "solo" liquido dovuto a un nuovo farmaco che ho iniziato a prendere al posto di sonniferi e ansiolitici: un ulteriore antipsicotico usato come coadiuvante serotoninergico della fluvoxamina.

Anche qui, doppio negativo: da un lato, il versante serotoninergico non è pienamente funzionante perché sto prendendo dosi pediatriche di quel farmaco; dall'altro, già dosi pediatriche mi stanno gonfiando enormemente, quindi non posso aumentare il dosaggio per avere gli effetti psichiatrici sperati. Pantaloni e magliette in cui fino all'anno scorso entravo divinamente oggi mi entrano a fatica, le ginocchia hanno iniziato improvvisamente a farmi male anche solo all'andare in bici.

Ma dice la dottoressa che questo effetto collaterale passerà in poco tempo. IN DUE O TRE MESI. Io, in due o tre mesi, faccio in tempo realisticamente ad essermi ammazzato. Anzi, se le cose vanno avanti così, sarà solo la naturale conseguenza.

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