lunedì 6 agosto 2018

L'ebreo errante

L'ebreo errante, sublimemente illustrato dal Doré. "L'ebreo errante è una figura leggendaria, protagonista di un racconto popolare europeo che nasce, molto probabilmente, nel periodo del Basso Medioevo.  Si tratterebbe di un ebreo ignoto che schernì Gesù durante la sua Passione, non avendo riconosciuto in lui il messia. Per tal motivo Gesù lo avrebbe maledetto, costringendolo a vagabondare per sempre sulla terra, senza riposo e senza poter morire, fino alla fine dei tempi". Fonte: Wikipedia.

Poco fa, uozzappando (lo scrivo male a sfregio del neologismo) con una bella ragazza, ho realizzato una cosa: non riesco a stare sereno in un posto per più di due cazzo di giorni.

La ragazza, che dovrei vedere per una cena tranzolla (prima o poi, e senza secondi fini, anche perché io i secondi fini li esplicito con cura), mi ha scritto che andrà al Sziget Festival nonostante non ci sia neanche un gruppo "suo", perché a stare a casa le viene l'ansia.

La cosa, in un primo momento, mi ha lasciato un po' così (ma come cazzo sto scrivendo? XD ) ma, poi, [ci ho ripensato]: sono a casa dei miei da un paio di giorni e ho l'ansia.

Ma anche a casa mia mi viene l'ansia.

Ma anche quando sono in giro (le rare volte che ci riesco), mi viene l'ansia, se sto in giro per più di due giorni.

Stamattina, fra l'altro, pensavo che l'ansia fosse solo a casa mia, che è diventata una specie di gabbia dorata (o d'orata): o dentro o fuori, togliersi le scarpe a cavallo dello zerbino, vestiti "contaminati" dall'esterno riposti esclusivamente in determinate posizioni, altre precauzioni rupofobiche che non sto a precisare per lunghezza dello scritto...

"Ecco, qui dai miei sono un po' più sereno perché posso fare dentro e fuori da casa quando voglio."

MA COL CAZZO!

È durata, appunto, da sabato [primo] pomeriggio ad oggi primo pomeriggio, ora sta subentrando lo sconforto, lo sconforto generale del non saper cosa fare, lo sconforto che soffoca come una mano che stringe la gola - ma da dentro.

Lo sconforto "generale dietro la collina", fra l'altro.

Che, poi, è lo stesso sconforto che mi viene quando sento il bisogno di passare continuamente da un'occupazione quotidiana all'altra - neanche quotidiana, a dire il vero: più "istantanea", che "quotidiana", ecco.

Trovare una sorta di vago riposo della mente nel continuo passare da una cosa all'altra e cadere nello sconforto quando non ci sono più oggetti di occupazione o quando la mia testa non ha più le forze (chiamiamole così, per quanto ridicolmente flebili siano) di darsi a una di queste occupazioni, per quanto piacevoli possano essere.

[È una contraddizione in termini, lo so.]

Una volta era diverso, ovviamente.
Mica tanto ovviamente, a dire il vero e col senno di poi, ma una volta era diverso, veramente diverso.

Anche i doveri, anche l'andare al lavoro mi facevano sentire vivo, poi c'erano le altre occupazioni: lo sport, le pulizie, i videogiochi, la lettura, la musica...

Tutte cose che sono svanite quasi del tutto nel nulla.

Sì, anche le pulizie!
Le sto tenendo al minimo indispensabile. L'ho già detto? Non l'ho ancora detto? Chi se ne frega! :)
Tanto, poi, rupofobico e ossessivo-compulsivo come sono, di certo casa mia non sembra un porcile - e, forse, non lo è neanche.

Come se, poi, metti che ti capita la Figa di Platino che ti guarda coi suoi occhi azzurri, si innamora all'istante di te per strada, ti dice "Ti prego, portami a casa tua a fare l'amore!", la porti, le chiedi (stra-imbarazzato) di togliersi le scarpe a cavallo dello zerbino, lei lo fa sorridendo e [con naturalezza,] come se fosse la cosa più ovvia al mondo, posa le scarpe, va a lavarsi le mani, torna sorridente, vi guardate negli occhi, vi baciate, ti [sussurra, eccitata,] "Aspetta..." e iniziate a spogliarvi, vi lanciate sul letto, continuate a baciarvi, a un tratto si ferma e passal'indicedellamanosinistradasinistraadestrasollevandounlievestratodipolveredallamensolasopralatestieradelletto, si scurisce in viso e dice:

"Da quanto cazzo non fai la polvere, eh!?"



P.S. Cercando su Google l'espressione "Animum debes mutare non caelum.", ho trovato un post dal titolo "Seneca, i viaggi e l’inutile fuga…".
L'inutile figa, direi, anche.


L'immagine in apertura del post è tratta da questa pagina.
"L'ebreo errante è una figura leggendaria, protagonista di un racconto popolare europeo che nasce, molto probabilmente, nel periodo del Basso Medioevo.  Si tratterebbe di un ebreo ignoto che schernì Gesù durante la sua Passione, non avendo riconosciuto in lui il messia. Per tal motivo Gesù lo avrebbe maledetto, costringendolo a vagabondare per sempre sulla terra, senza riposo e senza poter morire, fino alla fine dei tempi". Fonte: Wikipedia.

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