lunedì 10 settembre 2018

Il mio rapporto sessuale col cibo

Mio ritocco di questa BELLA immagine, "Miley Cirus Pizza Slut", trovata alla pagina cui rimanda il link in calce al post.

Oggi (o ieri, visto che penso sforerò la mezzanotte per scrivere questo bel post del cazzo ma, tanto, rabbia, frustrazione e desiderio di farmi male - desiderio che devo reprimere visto che sono a casa dei miei e poi si svegliano al suono dei pugni in faccia e non è bello) oggi un mio caro amico, vedendomi arrivare da lontano, mi ha detto proprio col cuore che, vedendomi, si vede come sia uno sbattimento dimagrire e come, invece, ci voglia un attimo per rimettere su chili.

Ed è vero. L'ultima volta che sono salito su una bilancia pesavo 97 chili mentre, fino a maggio, penso che ne pesassi almeno una quindicina in meno. Non voglio più salire su una bilancia se non fino a quando... ve lo dirò dopo. No, non per dei rilievi autoptici.

SENTO che il mio corpo è pesante, troppo pesante. Camminare è faticoso, anche andare in bicicletta è faticoso (forse più faticoso!), a tratti - come ora - anche respirare è faticoso, affannoso. Mi sembra di essere uno di quei grandi obesi americani, tipo Homer Simpson con su la vestaglia da grande obeso.
Non sono ancora a quel punto, certo, ma la strada è in discesa e rotolare fino in fondo è un attimo.

Del resto, certo, mangio troppo e male, pur sapendo come dovrei mangiare.

Da un lato, è questione di forza di volontà, forza di volontà che mi manca, che mi manca come per fare qualunque cosa.
Già scrivere questo post è un miracolo, non so quante volte mi sia sembrata una stronzata (probabilmente lo è) e mi sia fermato dal farlo.
Più in generale, questa sensazione da "Ma chi cazzo te lo fa fare?" sta colorando di maròn ogni aspetto della mia vita.
Come mi ha detto sempre oggi (o sempre ieri, visto che blablabla) una mia cara amica, è come essere una trottola e cercare di saltare da una cosa all'altra per tenersi in piedi mentre - ho aggiunto io - avrei bisogno anche di una direzione.
Fra l'altro, forse è già molto riuscire a tenersi in piedi! Bella merda!!!

Già, perché chi cazzo me lo fa fare di dimagrire? Io? Ha-haaaa. GRASSE (Ha-haaaa!) risate.
E per che cosa? Per che scopo?

Per stare meglio con me stesso quando, al contrario, vorrei solo essere morto, morto, morto, istantaneamente e semplicemente morto? Per morire magro? Dai! Non ci saranno neanche problemi con la taglia della bara, visto che voglio essere cremato con metodo ecologico e poi essere sparso nel bosco dove andavo a studiare!

Per fare colpo sulle ragazze?
Tanto, s'è visto! Al massimo, come dicevo nell'ultimo post, la relazione funziona al contrario: fare l'amore mi porta ad avere meno fame e, quindi a dimagrire. NON che devo dimagrire per fare l'amore.
Anche perché, a parte essere una bella merda e una sorta di ricatto generalizzato e convinzione erronea (ho visto ciccioni meritevoli e magri meritevoli essere con ragazze belle e intelligenti e ciccioni immeritevoli e magri immeritevoli essere sempre con ragazze belle)... che cazzo dicevo? A parte essere una convinzione erronea (credo)... non mi ricordo più che cazzo dovevo dire.
Ecco. È probabilmente una convinzione erronea o un ricatto generalizzato quello del dimagrire per trovare una partner (#chittesencula) e, d'altro canto, se l'essere stato magro negli ultimi due anni non mi ha portato ad avere una partner, probabilmente non è quello il punto.

Probabilmente sono io che non funziono, allora, e sono proprio gran cazzi: non dico che faccio prima a spararmi solo perché ho scelto di addormentarmi per sempre con una dose letale di psicofarmaci. Almeno muoio rilassato. Almeno, sarò rilassato.

Il fatto è che il cibo è una fonte di soddisfazione istantanea, gratuita (dal punto di vista relazionale) e senza sensi di colpa, senza paturnie.
Dopo aver fatto sesso fine a se stesso ci si sente tremendamente sporchi (giratela alla prima singolare): lo so per esperienza ed è davvero una vera merda, a meno che non sia nelle vostre corde.
Ma spararsi un tranciozzo di pizza voncia con una lattina di birra, al massimo, ti fa sentire sporche le mani: basta lavarsele col detersivo dei piatti e tutto torna a posto.

Il cibo è lì, tendenzialmente pronto, deglutire, ingollare, ingollare.
"Story of my life, story of my life: / well, let's just say it's a fork and a knife.
There's one thing on my mind, / one thing all the time:I've gotta fill my mouth!"

A volte arrivo a non riuscire nemmeno ad aspettare il tempo di preparazione di una pasta o il tempo di cottura in forno di un burger di soia (qui ci sarà chi ridacchierà): mi sbrano gallette di mais su gallette di mais, cracker integrali, olive, formaggio... riesco a ingrassare anche con cibi tendenzialmente sani.
Uno di questi giorni mi è capitato di non riuscire ad aspettare di mettere su le linguine da fare col pesto e, allora, ho spalmato il pesto direttamente su del pan bauletto e me lo sono mangiato. Mi faccio un po' schifo da solo, lo ammetto, ma non c'è via d'uscita.

O la depressione o il cibo: tertium non datur.

Non penso che vendano delle pere di endorfine da cacciarsi in vena quando hai fame e devo dire che gli inibitori selettivi della serotonina (comunemente detti antidepressivi, ma qui ne voglio sottolineare il potenziale serotoninergico) non stanno facendo il loro lavoro con me nonostante io sia da più di un anno al massimo dosaggio.
Del resto, non l'avevano fatto neanche in passato, quando, per due volte e a distanza di anni, li avevo presi per non so quanto tempo.

L'unica alternativa realmente percorribile mi sembra quella del palloncino intra-gastrico, così almeno mi si riduce il livello d'appetito, visto che non posso giocare ("agire strategicamente", si direbbe in sede psicoterapeutica, ahahaha) sulle cause dell'appetito né sulla forza di volontà necessaria per dimagrire.
Proverò a chiederlo alla psichiatra tanto carina. La vedo giovedì.

L'immagine d'apertura del post è tratta da questa pagina.

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